C’è chi non usa la tecnica del pomodoro perché infastidita dal ticchettio del timer meccanico, c’è chi non usa nemmeno il cellulare perché non può disturbare i colleghi dell’ufficio condiviso con il suono della sveglia a ogni pausa.

C’è chi non usa questo metodo perché non sopporta interrompere l’attività a metà o non vuole spezzare il flusso di lavoro creativo in cui è immersa.

Ma, se le tue giornate sono caotiche, non riesci a mantenere la concentrazione, hai bisogno di essere tu a gestire le tue attività e non lasciare che siano loro a prendere il sopravvento, allora “il pomodoro” può essere un ottimo inizio.

QUI ti ho già detto tutto quello che ti serve sapere per capire come funziona e in quali situazioni puoi usarla, ma oggi scrivo a te che ti riconosci in una o più di queste frequenti obiezioni e, pur conoscendo l’efficacia di questa tecnica, non riesci a farla tua superando eventuali difficoltà per trattenere tutto il buono che c’è sfruttando pienamente solo gli aspetti vantaggiosi.

Facile a dirsi, complicato da mettere in pratica, ma io sono qui apposta per semplificarti la vita.

Vediamo insieme le situazioni più comuni che possono presentarsi e alla fine scoprirai qual è la cosa più importante che devi fare.

Quando il ticchettio o il trillo sono un fastidioso disturbo

Anche se il ticchettio meccanico può essere funzionale a darti il giusto ritmo incalzante nel lavorare e avere un effetto quasi ipnotico per il tuo cervello, non siamo tutti uguali e tu non devi ignorare il tuo fastidio. Ci sta. Se il rumore del timer meccanico è una fonte di disturbo e distrazione, però, non è detto che tu debba rinunciare ai benefici di questa tecnica.

Se lavori al PC e, magari, sei in un ufficio condiviso e l’uso del timer o della sveglia possono disturbare gli altri o comunque preferisci usare questa tecnica con assoluta comodità e discrezione, puoi usare questa App anche dal desktop. Non serve scaricare niente, non serve registrarsi, è semplicissima da usare ed è gratuita, puoi impostare suoni, notifiche e durata del minutaggio per ciascuna fase.

Quando l’attività resta a metà

Stai lavorando concentrata e…driin.. i 25 minuti sono scaduti e ti devi fermare. La tentazione di non fermarti è veramente forte, ma se non fai regolarmente una pausa non stai usando questa tecnica e non ne stai traendo vantaggio.

Lo so, può essere molto snervante dover staccare, ma ho scoperto che puoi fare leva proprio su questo fastidio e sfruttare a tuo favore l’Effetto Zeigarnik.

Te lo spiego con un giochino. Se ti chiedessi di pensare a quello che avevi programmato di fare ieri, quali voci ti vengono in mente?

Scommetto che ricordi benissimo quello che ancora ti è rimasto da fare o da finire e un po’ meno bene tutto quello che invece avevi concluso.

Fuochino?

A quanto pare, il nostro cervello è programmato per consumare meno energia possibile facendo solo ciò che è utile, quindi, quello che hai portato a termine non ha più bisogno di essere “tenuto a mente”, mentre sei assillata da quello che “ancora non hai finito”. In poche parole, tutto quello che lasci incompiuto resta radicato profondamente nella tua mente, tiene attivo il tuo interesse e richiama la tua attenzione.

Se sei consapevole di questo meccanismo, che prende il nome dalla psicologa che lo ha studiato, lo puoi davvero sfruttare per potenziare la tua produttività.

Da una parte è fondamentale come dico sempre: “chiudere i cerchi”, iniziare e concludere ciascuna attività, per evitare di consumare inutilmente energia per avere il pensiero fisso tra i sospesi.

Dall’altra però, se scegli accuratamente l’attività da gestire con il pomodoro, può diventare una potente leva della tua motivazione per tornare, dopo ogni breve pausa, a quello che stavi facendo con grande carica e grinta perché sentirai ancora più forte il bisogno di toglierti il pensiero.

Per intenderci, è lo stesso stato di tensione che gli sceneggiatori utilizzano per tenerti ancorata alla tua serie TV preferita. Hai presente quando il finale di puntata con un colpo di scena ti lascia lì a metà? In sospeso? E continua a tornarti in mente (o ti dà il tormento) finché finalmente non riesci a vedere la puntata successiva?

Ecco.

L’attività che stai gestendo con il sistema “pomodoro” deve essere qualcosa che può essere interrotta e poi ripresa da dove l’hai lasciata con il livello di motivazione altissima.

Quando il flusso creativo si spezza

Rispetto all’ “Effetto Zeigarnik“, in cui puoi trarre vantaggio dall’interrompere un’attività che puoi riprendere senza problemi dopo la pausa, nel caso in cui spezzi il flusso di pensieri e la creatività la situazione di difficoltà è molto diversa.

In questo caso, usare la tecnica del pomodoro non ti è utile.

Ecco perché è importante saper scegliere molto bene quale metodo usare a seconda dell’attività da svolgere.

Se devi scrivere, riflettere, immaginare, se hai bisogno di tempo per entrare nello stato di concentrazione o nel processo creativo, puoi allungare il “minutaggio” del pomodoro oppure prevedere slot temporali di tempo di qualche ora entro cui inserire un gruppo di attività simili tra loro (usando piuttosto la tecnica del “Batching”, ad esempio).

Il rischio però, allungando i tempi tra le pause, è quello di lasciare campo libero alle distrazioni, quindi, come sempre, chiediti quale attività vuoi gestire con questa tecnica e lavora su di te per potenziare la tua capacità di concentrazione profonda.

Io, ad esempio, non uso mai la tecnica del pomodoro per attività di questo tipo perché preferisco seguire cicli da 90 minuti, che devo però pianificare molto attentamente perché siano gestibili quando devo anche occuparmi delle mie bimbe.

Quando puoi usarlo in altri ambiti

Quali sono, quindi, le attività che meglio si prestano a essere gestite con questa tecnica?

Non c’è una regola e tu hai tutta la libertà di poter scrivere il tuo personalissimo manuale di istruzioni!

Personalmente le rarissime volte che uso questa tecnica è per dedicarmi ad attività che sono:

  • noiose, faccio mal volentieri e ho bisogno di una spintarella per togliermi il pensiero

oppure

  • rilassanti, che mi piace fare, ma in cui rischio di perdermi e dedicare molto più tempo di quello che ho a disposizione

Per esempio, ci sono le attività di archiviazione, riordino o amministrazione, ma anche le faccende domestiche. A seconda di come sei tu e cosa ami o odi fare puoi sperimentare questo sistema.

Quando diventa strumento educativo

C’è una situazione in cui, invece, uso tantissimo la tecnica del pomodoro: con le mie figlie sia per i momenti di gioco quando erano più piccole sia per i momenti di studio ora che sono autonome nel fare i compiti.

Grazie al semplicissimo utilizzo e l’aspetto giocoso, è un ottimo modo per educare alla gestione del tempo, per mettere i primi semplici confini tra l’attività di gioco e di lavoro e allenare la concentrazione partendo da pochi minuti e aumentando la difficoltà in maniera graduale.

A questo proposito ho un interessantissimo contributo nel mio gruppo Facebook “My Zen Garden” in cui Miriam Cesaripedagogista e counselor educativa sociale e scolastico, spiega in un video come utilizzare questa tecnica con i bambini e i ragazzi. Per vederlo devi però essere iscritta e puoi farlo da qui.

Quando non sai come sfruttare le pause

Hai mai notato l’incredibile quantità di cose che puoi fare con enorme vantaggio per il tuo benessere in appena 5 miseri minuti?

Se tendi a saltare le pause e non riesci mai a ritagliarti nemmeno 5 minuti per te, probabilmente no, non lo sai.

Allora ti racconto cosa faccio io.

BevoPreparati prima di iniziare a lavorare la tua bottiglia/bicchiere/tazza.. quello che preferisci, ma che sia già lì pronta a portata di mano così non ci devi pensare ogni volta.

Riposo gli occhi. Guarda in un punto lontano davanti a te, meglio se un paesaggio fuori dalla finestra per cambiare prospettiva e campo visivo rispetto alle ore che passi davanti allo schermo di dispositivi elettronici.

Mi tolgo altri pensieri. Se mentre ero concentrata sono arrivati pensieri di attività che mi sono appuntata e possono svolgere in meno di due minuti, le faccio.

Se queste tre cose non ti bastano ho altri due contributi spettacolari per fare davvero tantissimo con poco.

Giovanna Ventura e Serena Rossi, infatti, hanno pubblicato un video e un post in cui ti mostrano cosa puoi fare di efficace, sostenibile ed equilibrato per il tuo benessere. Anche in questo caso i loro contributi sono disponibili solo per i membri della community, quindi ti aspettiamo QUI!

Bene. Dopo aver capito da QUI come funziona e come usarla in modo consapevole e ora che hai anche letto come superare eventuali difficoltà c’è solo una cosa che devi fare: trova il tuo ritmo.

Trova il tuo ritmo!

È come un mantra che ti ricorda che l’unica cosa che conta è trovare il tuo modo di usare gli strumenti, è assecondare il tuo modo di funzionare.

Non devi mai sentirti in qualche modo condizionata a fare qualcosa che tu non ritenga efficace solo perché ti hanno detto che si fa così, prendi, piuttosto, il buono che trovi in ciascun metodo che conosci e sperimenta per applicarlo al meglio nella tua vita in un’ottica di miglioramento continuo.

Io posso aiutarti a fare ordine tra tutti gli strumenti e tra tutte le attività per trovare la combinazione più adatta, non solo per te, ma per il periodo specifico che stai vivendo e aiutarti a padroneggiare l’arte dell’organizzazione consapevole per diventare completamente autonoma nella gestione del lavoro e della vita privata, per raggiungere i tuoi obiettivi, mentre ti godi la vita.

Scrivimi: carolina@myzenmanager.com per iniziare il tuo percorso, qui e ora.

L’organizzazione rende liberi

Carolina

La Tua Zen Manager