Legge di Murphy o no, puoi star certa che, se sono nella stessa stanza con le mie figlie, appena mi concentro su qualcosa di importante, richiederanno a gran voce la mia attenzione.
Fino a un secondo prima giocheranno tranquille, mentre io sto facendo un’attività che non richiede particolare concentrazione e, in qualche modo, “sentono” che la mia attenzione è diffusa, su tutto, loro comprese, e non hanno bisogno di chiamarmi.
Quando invece la mia mente si focalizza in un’attività precisa, che mi isola dal resto del mondo, scatta tempestiva e insistente la richiesta urgentissima, spesso superflua, di attenzioni. Se sei mamma sai perfettamente di cosa sto parlando, i bambini hanno un tempismo micidiale, al limite del grottesco.

Anche se non sei mamma, ti sarà capitato sicuramente di dirti cose tipo: “Oh bene, adesso che sono un po’ tranquilla, mi metto ben concentrata e finisco questo lavoro” e via che si scatena il telefono o accadono tutti gli imprevisti possibili che, fino a un attimo prima, se ne stavano lì latenti ad aspettare il momento buono per incombere.

Succede, vero?
Un mio amico mi ha detto di aver direttamente bandito la parola “tranquillo” dal suo vocabolario perchè scatena il finimondo che vaso di Pandora, scansati proprio.

È un po’ come se tutti vivessimo costantemente con un orecchio ricettivo verso noi stessi e l’altro sempre teso verso gli altri (i figli, i colleghi, internet..), ma, appena portiamo tutti gli organi del nostro corpo in un’unica direzione importante per noi in quel momento, ci connettiamo con il nostro “qui e ora”, perdiamo questa connessione con una parte di mondo che, sentendosi esclusa e oserei dire gelosa, ci interrompe, ci distrae ossessivamente e reclama attenzione.
Tutto questo, sommato alla già risaputa difficoltà a restare concentrati per più di 5 minuti (te ne avevo parlato anche qui), rende la produttività personale una vera conquista da super eroe che richiede sforzi pazzeschi e, se disattesa, crea frustrazione.

L’organizzazione non può controllare gli imprevisti e le reazioni di chi si sente escluso dalla tua attenzione, ma può liberarti dalla frustrazione perchè sarai sempre pienamente consapevole di come gestire le tue attività in base al tempo che hai a disposizione e a ciò che ti accade intorno.

Ci sono 5 semplici accorgimenti che puoi adottare

– per restare con-centrata sul tuo equilibrio
– per limitare i momenti in cui potresti distrarti o essere interrotta
– per gestirli quando questi momenti capiterà che si presentino

1) Isolati mentalmente, ma anche fisicamente

Trova un posto per lavorare che favorisca la concentrazione. Per esempio, se lavori in un coworking prediligi giorni e orari meno affollati, spegni il telefono o almeno stabilisci un orario limitato e definito per fare o ricevere telefonate, apri solo pagine del browser strettamente necessarie o, se possibile, lavora completamente off-line. Se vuoi finire un lavoro fatto bene (leggi: non perdere tempo a rifarlo perchè distraendoti hai lavorato male e fatto errori) devi concentrarti con entrambe le orecchie. #iodiconoalmultitasking

2) Chiedi aiuto e fai una cosa alla volta

Nel caso le distrazioni arrivino dai bambini consiglio sempre di tenere ben nettamente separati i due ruoli: quando sei con i tuoi figli non pensare al lavoro, e viceversa. Chiedi aiuto ai nonni e/o baby sitter e/o nido ecc..  Fai il meglio che riesci nella situazione in cui ti trovi. Se sei una neo-mamma e hai solo un’ora al giorno per dedicarti totalmente alla tua attività, potrai essere molto più produttiva in quei 60 minuti di chi ciondola davanti a uno schermo procrastinando la qualunque per 4 ore. Spesso quando hai meno tempo a disposizione, più rendi. Ancora una volta: #iodiconoalmultitasking

3) Sii assertiva, comunica in modo calmo ma determinato che non vuoi essere disturbata

Capita molto spesso alle mie clienti di trovarsi in situazioni difficili da gestire. Vuoi perché lavorano in casa e hanno a che fare con la famiglia, oppure sono dipendenti e hanno a che fare con colleghi e superiori, ma, per quando siano bravissime a concentrarsi e lavorare focalizzate, non riescono a farlo per più di venti minuti di fila, quando va bene.

Se ciò di cui ti stai occupando lo ritieni importante e di valore, hai tutto il diritto di farlo sapere agli altri senza timore e sensi di colpa. Fai sapere ai tuoi clienti, ai tuoi collaboratori, ai tuoi famigliari che, se hanno bisogno di te possono trovarti in una determinata fascia oraria, oppure darai loro tutta la tua attenzione non appena avrai finito l’attività di cui ti stai occupando e si abitueranno a rispettare i tuoi tempi e le tue esigenze così come tu rispetti le loro.

4) Pianifica in modo elastico e non riempire troppo la tua agenda.

Se avevi pianificato di dedicarti a qualcosa di importante in quel momento e, come spesso succede capita un imprevisto, non disperare, ma rivedi i tuoi programmi e inserisci subito la tua attività in un altro momento.

Se vivi sempre e solo la giornata così come ti capita, non puoi riuscirci perché non hai la minima consapevolezza di quello che ti sta capitando o che ti potrebbe capitare. Se al contrario hai giornate serratissime organizzate minuto per minuto, non ci riuscirai comunque perché non avrai spazi e margini sufficienti per riprogrammare le tue attività.

Ma se hai almeno una griglia di riferimento non sarà poi così problematico dover fare spostamenti e aggiustamenti perché saprai sempre quali sono le tue priorità, di quanto tempo hanno bisogno e dove inserirli nella tua programmazione.

5) Creati una routine per riprendere da dove ti hanno interrotta

Lavorare con attenzione e concentrazione è una questione di allenamento (te ne ho parlato sempre qui), più lo fai, meno sforzo ti serve per riuscirci ogni volta che ne hai bisogno.

Crearti delle routine e avere un metodo che ti calzi a pennello sono elementi fondamentali che ti aiutano a riprendere il filo da dove si era interrotto. Devi però sapere qual è questo tuo filo, essere consapevole di cosa stai seguendo, altrimenti tra una distrazione e l’altra, rischi di seguire il filo di qualcun altro.

Tutto parte sempre dalla consapevolezza di ciò che vuoi, di qual è il tuo centro e la tua vera essenza su cui restare in equilibrio. Se non sei tu stessa la prima a dare importanza a ciò che vuoi e a cui dedichi tempo e attenzione, chi altro dovrebbe farlo?

Scrivimi: carolina@myzenmanager.com e ti darò tutte le indicazioni per iniziare con SATORI la consulenza preliminare che ti aiuta a fare chiarezza, impostare una strategia e partire con consapevolezza.

L’organizzazione rende liberi

Carolina

La Tua zen manager