Tempi moderni, tempi che corrono, tempi che ci vogliono sempre più brillanti, più produttivi, più avanti, più smart..e noi ambiziosi che arranchiamo, ci affanniamo per essere sempre sul pezzo, non restare indietro, salire di livello.

Qualunque sia il tuo ambito lavorativo, o qualunque siano le tue passioni, avrai sicuramente uno o più obiettivi da raggiungere.

Nel frattempo le stagioni si susseguono senza sosta e mentre la fine dell’estate si avvicina e anche quest’anno della vacanza ti rimane un ricordo sempre più sfumato, si fa spazio ai nuovi buoni propositi. Ah no, i propositi sono sempre gli stessi.

Che sia Gennaio dopo la pausa natalizia o Settembre dopo quella estiva si ritorna ciclicamente al punto di partenza in cui trovi sempre molti desideri e pochi traguardi superati.

Ti sei mai chiesta cosa non sta funzionando in quella lista dei “vorrei, ma non posso”?

La soluzione sta “semplicemente” nel trasformare un desiderio in un progetto e definire un obiettivo. Semplicemente si fa per dire, perchè se fosse davvero così facile tutti potremmo farlo, tutti saremmo in grado di raggiungere ogni meta e vivremmo per sempre felici e contenti.

Invece alcuni ci riescono, altri no. Alcuni desideri si realizzano, altri restano tali per tutta la vita.

Walt Disney risponderebbe che la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. 

George Doran invece ti direbbe che c’è un modo SMART di scrivere e raggiungere gli obiettivi.

La tua zen manager, che sarei io, ti direbbe: tutto molto utile e vero, ma non sufficiente.

Walt Disney la sapeva certamente lunga in fatto di sogni e progetti concretizzati e in effetti il concetto di data lo ritrovi anche nella teoria del metodo SMART anche se l’origine di questo metodo e la sua attribuzione a Doran è controversa e avvincente (se vuoi approfondire qui  ).

 

Cos’è il metodo SMART?

In sostanza prima di partire in quarta per lavorare a un progetto, fermati, respira e fatti le domande giuste.

Quanto non tieni presente i concetti espressi in questa parolina il rischio è di procedere un po’ alla cieca, abbandonare l’impresa appena iniziata, sentirti persa in un labirinto con mille strade e nessuna via d’uscita.

“Adesso non esageriamo…”

Diciamo che se prendi l’abitudine di valutare i tuoi obiettivi secondo questo criterio ti risparmierai qualche delusione.

SMART,  oltre a essere una parola entrata nel linguaggio comune per indicare qualcosa di intelligente, brillante.. – che con gli obiettivi ha il suo perchè – è l’acronimo inglese di:

S: Specific – Specifico

M: Measurable – Misurabile

A: Achievable – Raggiungibile

R: Realistic – Realistico o in alcune versioni Relevant – Rilevante

T: Time-based – Temporizzabile

Che sarebbe, riassumendo:

Specifico: Devi avere ben chiara e precisa la meta da raggiungere. La meta deve essere una sola e senza strade alternative.

Misurabile: Devi essere in grado di monitorare tutti gli step della scala che stai percorrendo, i progressi o le difficoltà.

Raggiungibile: Possibile da raggiungere, niente cose assurde (ma non troppo aggiungerei perchè deve essere sfidante altrimenti che gusto c’è?)

Realistico-Rilevante: Concentrati su pochi obiettivi, ma che siano davvero importanti e in linea con il punto di partenza e verso il tuo punto di arrivo che desideri.

Temporizzabile: Come diceva anche il saggio Walt, devi mettere la data, una scadenza, un tempo ultimo preciso.

 

Perchè è utile il metodo SMART?

Se ancora avessi qualche dubbio in merito ti garantisco che ci sono almeno 3 motivi che rendono questo metodo davvero molto prezioso:

1. Non vai a casaccio facendo cose a caso senza aver ben chiara la direzione, la meta e non rischi autosabotaggi.

Hai presente quando dici si a qualunque progetto o ti butti a capofitto in imprese senza capo ne coda e poi ti perdi, disperdi, arrendi? Ecco.

2. Il metodo SMART è perfetto quando ti trovi di fronte un progetto particolarmente complesso e non sai bene da che parte iniziare

3. È semplice da ricordare ed diventa un ottimo “calmante” per non farti prendere dall’ansia quando ti ritrovi in situazioni particolarmente stressanti e pensi “oddio non è possibile” oppure “non ce la farò mai” perchè ti aiuta a mettere dei paletti sui quali iniziare a costruire.

 

Perchè è inutile il metodo SMART?

 “Ma come? È utile o inutile?”

Dipende. Da TE.

SMART è il modo per definire un obiettivo, ma poi devi anche raggiungerlo.

Come tutti i metodi anche questo è solo uno strumento e da solo non è sufficiente.

A queste 5 lettere ne aggiungerei almeno 2:

A: Allenamento

C: Costanza

SMARTAC quindi, che però perde di significato come singola parola. Vabbè lasciamo perdere sigle, acronimi e giochi di parole e vediamo meglio perchè Allenamento e Costanza sono i due ingredienti che ritengo fondamentali per raggiungere, peddavero!, i tuoi obiettivi.

Immagina di voler scalare una montagna.

  • Hai definito la cima da raggiungere, quella e nessun’altra in modo inequivocabile.
  • Sei a conoscenza di tutti i dati e i parametri necessari per tracciare il percorso e sai quali step devi fare, in quanto tempo, cosa ti serve, quando fermarti, come renderti conto se stai rispettando la tabella di marcia oppure no.
  • L’obiettivo è sicuramente alla tua portata, è tosto, difficile, una bella sfida, ma fattibile.
  • Ci tieni particolarmente perchè rappresenta il raggiungimento di un tuo sogno fin da quando eri bambina e non ti sembra vero di poterlo finalmente realizzare.
  • Sai che lo dovrai fare in quel preciso momento dell’anno per motivi di sicurezza.

Fatto? Riesci a immaginare molto chiaramente ogni singolo passaggio, vero?

Bene. Ora che fai? Prendi e vai? Senza preparazione atletica? Non credo!

Chi raggiunge la cima di quella vetta ha sicuramente delle abitudini diverse da chi non potrebbe mai riuscirci.

Dovrà prima di tutto individuare quali sono le azioni che dovranno diventare delle valide abitudini e poi allenarsi perchè si consolidino.

Chi raggiunge la cima di quella vetta sa benissimo che l’allenamento dovrà essere costante nel tempo per dare dei risultati duraturi altrimenti alla prima difficoltà sarà stato tutto inutile.

Si scattano fotografie agli scalatori quando arrivano in cima alla montagna mentre sorridono estasiati, trionfanti. Non si scattano foto durante la scalata perchè chi vuole ricordarsi il resto? Ci impegniamo al massimo perchè dobbiamo non perchè ci piace. L’ incessante scalata, il dolore per arrivare al passo successivo : nessuno fotografa il resto, nessuno vuole ricordarlo. Vogliamo solo ricordare il panorama della vetta. È quel momento in cima al mondo che ci toglie il fiato, è quello che ci spinge a salire e vale la pena soffrire ed è questa la cosa più assurda .. vale la pena a qualunque costo” – Meredith Grey

Quindi non dimenticare: va benissimo definire nel modo corretto un obiettivo, ma non fermarti al panorama che vedrai in vetta, vai oltre la definizione e organizzarti per agire in modo da raggiungerlo!

Ci sono molti modi di definire i tuoi obiettivi e ogni metodo, è solo uno strumento, e come tale darà risultati diversi a seconda di come viene applicato e combinato con altri metodi, ad esempio a proposito di scalatori: Lo Zen e l’arte di raggiungere i tuoi obiettivi

 

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Carolina

La Tua zen manager