La mia imperfezione e le mie difficoltà sono sempre lì pronte a spronarmi per trovare nuove soluzioni e la miglior strada possibile per vivere meglio.

Anche a me capitano giornate in cui non ho scampoli di tempo libero, in cui lavoro un numero di ore esagerato, in cui mi sento soffocata per qualcosa che ho lasciato che si accumulasse.

In queste ultime settimane mi sono fatta carico (più o meno volontariamente) di più impegni e incombenze di quanto potessi sostenere. Con entusiasmo e spavalderia ho decisamente sopravvalutato le mie forze finchè il corpo si è ribellato urlando a gran voce il suo malessere.

Ma sai cos’è stato per me illuminante? Il significato simbolico che ho dato al sintomo di questo malessere.

Ho avuto un fortissimo giramento di testa, un capogiro che mi ha impedito di muovermi e non ho potuto fare a meno di pensare che fosse l’espressione evidente di quanto io stessi facendo in quei giorni: girare come una trottola, come su una giostra in continuo movimento che non ti lascia scendere.

Quando sei costantemente a mille giri una forza centrifuga ti spinge verso l’esterno, e tu perdi di vista il tuo centro, un po’ della tua essenza.

Per ritrovare me stessa, come puoi immaginare, ho cercato le risposte negli insegnamenti della filosofia orientale e si è fatta insistentemente spazio nella mia mente una parola: minimalismo.

Minimalismo è un termine che può riferirsi a diversi ambiti, mi riferisco qui a quello applicato nella propria vita fatta di spazi, attività e persone.

Cos’è (per me) il minimalismo

Non è un senso angosciante di vuoto, di un triste spazio spoglio, ma la valorizzazione di qualcosa di bello e prezioso.

Non è un’eliminazione drastica e forzata, ma un’esigenza consapevole di essenzialità per focalizzarsi solo su ciò che è importante.

Se perdi di vista chi sei e cosa vuoi davvero rischi di prenderti dei pesi che non sono tuoi, ma di qualcun altro e inizi ad accumulare attività o oggetti perché sentirti piena e attiva ti fa sentire utile agli altri e sicura nella tua zona di comfort.

L’accumulo però può soffocarti, è pesante e per tornare a respirare a pieni polmoni devi liberarti di tutto ciò che non ti è utile, che non serve più, che ingombra.

Come fa il contadino quando taglia i rami secchi perché quelli vivi ricevano più linfa vitale.

Perchè dovresti portare un po’ di minimalismo nella tua vita

Osserva gli spazi di casa tua: è tutto utile, indispensabile, essenziale quello che vedi intorno a te?

Fai caso a tutto ciò che fai in una giornata qualsiasi: sono tutte utili, indispensabili, essenziali le attività che svogli?

Rifletti sulle tue relazioni: le persone intorno a te ti portano leggerezza e gioia o affaticamento e tristezza?

Puoi portare una ventata di bella energia, di preziosa linfa vitale nella tua vita se togli il superfluo e tagli qualche ramo secco.

Non ti sto dicendo di buttare tutto, di venire meno agli impegni presi e di troncare tutti i rapporti per andare a vivere su un’isoletta del Pacifico (a meno che questo sia ciò che davvero desideri per te, allora ti aiuterei a pianificare la fuga).

Prima di liquidare il minimalismo pensando “non fa per te” ti propongo una riflessione:

  • quando un mobile contiene solo oggetti che ti piacciono e che davvero utilizzi non è forse più facile trovare subito quello che ti serve, pulire e mantenere tutto in ordine senza fatica e senza perdere tempo?
  • quando solo una parte della tua giornata è dedicata a impegni faticosi, mentre hai sempre la libertà per far ciò che ti piace non è forse più raro sentirti in ansia, stressata, stanca, insonne e in affanno?
  • quando intorno a te hai solo persone che ti amano così come sei, che collaborano nel lavoro, che ti incoraggiano e ti sostengono non è forse sempre presente in te un senso di gratitudine e calore?

Purtroppo non ho una bacchetta magica che possa far diventare in un battito di ciglia queste ipotesi realtà, ma penso che ti aiutino a riconsiderare l’importanza di puntare all’essenziale  e sentirti un po’ un’aspirante minimalista e libera di semplificare la tua vita e godere molto di più del tuo tempo, dei tuoi spazi e dei tuoi affetti.

Come sperimentare il minimalismo

Spazi

Se non ti senti allineata con gli spazi che vivi potresti non sentirti a tuo agio nemmeno a casa tua. Può succedere, magari quando vivi nello stesso posto da molti anni e tra quelle mura senti di aver vissuto tante vite.

Prova a immaginare di dover fare un trasloco domani. Panico. Se stai facendo un trasloco in questo periodo so benissimo come ti senti. Quante cose hai accumulato? Quanti spazi sono strabordanti di oggetti che non ricordavi nemmeno di avere? Inizia fin da ora a liberarti di tutto ciò di cui ti liberesti se dovessi davvero traslocare.

Non è un semplice “decluttering” e non devi solo pensare di “buttare cose“, ma di dare valore a ciò che serve davvero spostando il punto di attenzione: togliere non è una perdita, ma un aggiunta di valore per ciò che resta.

Attività

Il tuo flusso di lavoro è costantemente inceppato per la quantità di progetti, impegni e incombenze che devi gestire. Se ti capita di aver tra le mani, sulla scrivania o nelle schede del PC un’innumerevole quantità di informazioni da gestire dai accumulando stress e tensione che minano pesantemente la tua produttività e lucidità mentale.

Quante sono le cose che fai che ti stanno assorbendo energia e tempo senza portarti da nessuna parte, senza dare alcun valore aggiunto alla tua vita in questo momento? Sottolineo “in questo momento” perchè possono esserci attività che ritieni importanti, ma che non sono essenziali ora, che potrebbero esserlo un domani.

Forse quest’anno hai messo troppa carne al fuoco e ti sei sentita schiacciata sotto il peso degli impegni presi, ma puoi sempre ripartire con il nuovo anno in modo più selettivo imparando a stabilire un tempo per ogni cosa senza farti prendere dalla mania del multitasking.

Potresti alla fine scoprire che fare meno significa farle meglio, con migliori risultati e meno fatica, senza sprecare tempo.

Persone

Quando si tratta di prendere le distanze da persone che non appartengono alla famiglia o alle relazioni strette e obbligate come ad esempio quelle professionali, è indubbiamente più facile. Ma come si fa quando la fonte del nostro senso di pesantezza e accumulo di tossicità arriva da persone che non possiamo “eliminare” dalla nostra vita? Se non puoi cambiare gli altri puoi cambiare te stessa, il tuo atteggiamento e i tuoi pensieri. Inizia ad abbandonare e lasciar andare tutti i giudizi degli altri che ti senti addosso, non dare peso a quello che gli altri pensano di te, smetti di sentirti continuamente alla ricerca dell’approvazione degli altri.

L’ho detto che non sarebbe stato facile e che non esiste nessuna bacchetta magica, ma da aspirante minimalista puoi iniziare a portare qualche piccolo, ma graduale cambiamento nella tua vita per sentirti più leggera e dedicare più tempo solo a ciò che ti fa stare bene.

Tornerò sicuramente su questo argomento perchè merita altri approfondimenti, ma mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensi. Ti senti un’aspirante minimalista o non ne vuoi proprio sapere? Ricordati che deve nascere da una tua esigenza, senza sforzo, ma per intraprendere un cammino di consapevolezza e di ricerca.

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L’organizzazione rende liberi

Carolina

La Tua zen manager

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