Com’è nato il mio motto “L’organizzazione rende liberi“? Cosa significa per me e cosa mi piacerebbe rappresentasse per te?

Com’è nato è presto detto: non me lo ricordo.

Sul serio, fa parte di me da talmente tanto tempo, da ben prima che dessi vita al mio progetto “My Zen Manager” che, davvero, non riesco a ricordare da dove mi sia uscito.

My Zen Manager ha la sua storia, posso raccontarti per filo e per segno com’è nata l’idea, come è passata da stato embrionale a percorso strutturato e quali elementi sono compresenti. Sul mio motto, invece, per quanto mi sforzi, mi sembra di averlo in testa, nel cuore e nelle parole, da sempre. Talmente radicato che, se volessi modificarlo, potrei snaturarlo o inaridirlo.

Tuttavia, dubito che sapere della sua origine ti sia di una qualche utilità, mi piacerebbe, piuttosto, che potessi fare tuo il messaggio che queste tre parole rappresentano per me.

Cos’è la Libertà

Chi sono io per dare una risposta? Assolutamente nessuno.

È un concetto così ricco di sfumature che si presta a innumerevoli interpretazioni personali. Potrei rendere ancora più specifico il mio motto completando la frase così:

L’organizzazione ti rende libera, qualunque sfumatura di significato tu voglia dare alla tua libertà, in questo momento.”

Già, nemmeno la definizione di libertà può essere qualcosa di statico e rigido da mettere in una scatola definita, ma può cambiare forma adattandosi all’esigenza che senti tua, adesso.

Di quale libertà senti di aver bisogno oggi?

Vuoi sentirti libera di lavorare in silenzio e tranquillità? Vuoi sentirti libera di prenderti del tempo per leggere un bel romanzo? Vuoi sentirti libera di scegliere la tua strada anche se tortuosa e in salita perché già ti riempi l’anima del panorama che ammirerai dalla vetta?

Cosa ti impedisce di sentirti libera, nella forma che vuoi?

Il tempo. Scommetto che ti manca il tempo.

Lavoro con donne che si sentono oppresse da troppe cose da fare, poco tempo per farle e tempo inesistente per se stesse. Sono donne intelligenti, brillanti, piene di luce, che si affannano, si esauriscono e si spengono sotto il peso della frustrazione e del senso di colpa.

Vorrebbero, ma non hanno tempo.

Io ero una di queste.

Curiosa, eclettica e instancabile, fin da bambina, ho sempre avuto mille interessi e giornate piene, non mi fermavo mai. Quando mi mettevo in testa di fare qualcosa, sarei stata pronta a tutto per riuscirci, anche lottare contro il tempo che correva in fretta e faceva finire le giornate troppo presto.

Ero solita dire: “Chi si ferma è perduto” o “Non c’è problema, sono multitasking” e altre amenità simili. Me lo ricordo bene, ci sono persino aneddoti di parecchi anni fa che ogni tanto ritrovo nei post che ripropone Facebook.

Episodi che, oggi, mi fanno sorridere.

Per quanto sia possibile è altamente improbabile che possano ancora capitare momenti di tale stanchezza da mettere il sapone liquido delle mani sullo spazzolino da denti, o di telefonare schiacciando i tasti della tastiera del pc al posto della cornetta del telefono dell’ufficio.

Magari è successo anche te!

Spesso mi ritrovavo a dire “Vorrei giornate da 48 ore” e, puntualmente, mi sentivo rispondere che non sarebbero comunque bastate e avrei trovato il modo di riempirle.

Erano anni in cui, irrequieta, percepivo il tempo come un vestito troppo stretto, un avversario da superare in velocità, poi, piano piano, ho imparato a conoscerlo e ne ho fatto il mio alleato.

Non era colpa sua se non riuscivo a fare quello che volevo, ero io che dovevo scegliere meglio quando e come fare le cose.
Dovevo imparare l’arte dell’organizzazione consapevole.

È andata proprio così. È stato, ed è ancora, un lavoro profondo, costante e graduale su me stessa per dare valore al mio tempo, alla mia energia, per essere la persona che voglio.

Organizzati si diventa, ma non si finisce mai di migliorare

Ora so quant’è fondamentale il risposo per lavorare meglio, quanta costanza serve per allenare la capacità di concentrarmi, quali sono le abitudini che migliorano le mie giornate, quanto è importante essere onesta con me stessa se procrastino, quali metodi funzionano per me e quali no, ma non sono nata con questa consapevolezza.

Per quanto possa innegabilmente avere una mente analitica, metodico e procedurale e una spiccata predisposizione naturale, l’organizzazione l’ho imparata, e non in una notte.

Ho fatto dell’organizzazione il mio strumento di libertà, per poter concretizzare i miei progetti, dedicarmi ai miei interessi, godermi il tempo libero, festeggiare successi e concedermi il lusso di costruire ogni mia giornata bilanciando tutti i ruoli che voglio ricoprire. Ho imparato da chi era più avanti di me, ho sperimentato e non ho mai smesso di mettermi in discussione senza mai sentirmi stretta in modelli standard.

Ed è esattamente a questa libertà che, attraverso il mio lavoro, porterò te.

L’organizzazione non è una gabbia

Le persone che seguo nei percorsi individuali me lo avranno sentito ripetere un milione di volte.

Non sei tu che ti devi sforzare per adattarti a uno strumento. Devi capire il senso e il funzionamento di tanti strumenti per poi trovare e plasmare per te quello che ti permette di vivere meglio.

Se scrivi sull’agenda che il tal giorno alla tal ora devi fare una cosa e poi non la fai, non sei un fallimento e nemmeno una disorganizzata cronica. Devi solo capire cosa è andato storto e fare meglio la prossima volta, non per essere perfettamente organizzata, ma per fare solo ciò che vuoi davvero, per essere la persona che vuoi essere.

Cerca di capire cosa effettivamente fai durante le tue giornate, e non cosa “pensi” di fare. Misurati, monitorati, scrivi, registra per capire di quanto tempo hai bisogno per fare quello che vuoi fare, qual è il momento migliore per farlo e qual è il modo più semplice, comodo e spontaneo.

Essere pienamente consapevole di come vivi il tuo tempo vuole anche dire che grazie all’organizzazione puoi essere libera di trovare il tuo metodo, il tuo modo di gestire le attività, rispettando il tuo modo di essere.

Asseconda le tue preferenze, non sforzarti, non giudicarti, non rincorrere un ideale illusoria di perfezione e ricorda che tutte le tue risposte hanno anche la libertà di cambiare ed evolversi come cambi ed evolvi tu.

Trovare le risposte non è semplice e nemmeno immediato.

Scegliere è difficile, quando sei libera di scegliere arrivano anche tanti dubbi, tanti “se” e “ma”. Non scoraggiarti e guardati dentro, osservati, non smettere di farti domande e trovare risposte.

Io posso essere la tua guida per aiutarti a fare questa analisi e trovare tutte le prospettive possibili, per arrivarci con il supporto di chi ci è già passata. Per scoprire cosa posso fare per te puoi dare un’occhiata QUI oppure scrivermi: carolina@myzenmanager.com

L’organizzazione rende liberi

Carolina

La Tua zen manager

 

Foto: InstaDiva