La cima è là, non la puoi ancora vedere, ma la immagini.

Sai che la raggiungerai e da lassù sentirai un’aria leggera, rarefatta.

Ti sembrerà di vedere i colori più nitidi, lo sguardo si perde verso l’orizzonte, ti senti come in cima al mondo e ammiri un panorama tanto bello da commuoverti. Stai già sentendo quel brivido di soddisfazione che ti fa sentire estasiata, trionfante.

Intanto però stai sotto.

Rimandi.

Vorresti, a volte accenni un principio di salita, ma il tempo passa e tu sei lì a chiederti:

“Avrò l’attrezzatura giusta? L’energia necessaria?”

***

Qualche ora prima di scriverti questo post c’è stata una telefonata.

Una telefonata, quella con la mia coach, che scava dentro, ti svuota, e poi ti riempie e impari qualcosa.

Anche se io quel momento forse non sapevo bene se fosse più quello che avevo imparato o disimparato o entrambe le cose insieme.

Sono quelle telefonate che inizi con un “io vorrei” e finisci con un “io voglio”, inizi con un “mi piacerebbe” e finisci con un “io posso”, inizi con un ideale e finisci con un obiettivo.

Eh sì! Perché c’è una bella differenza tra l’ideale e l’obiettivo.

L’ideale è lo spazio infinito, quello che non puoi misurare, è come camminare tra le stelle.

L’ideale è meraviglioso, è un sogno.

Ma non è un obiettivo.

Può un ideale diventare un obiettivo? Si.

Come? Rendendolo finito, misurabile.

Walt Disney diceva: “La differenza tra un sogno e un obiettivo è semplicemente una data”

La cima di una montagna è finita, è reale, è misurabile.

Puoi raggiungere un ideale? No.

Puoi raggiungere un obiettivo? Si.

Ti pare poco?

Devi solo fare una scelta.

Puoi startene lì a guardare quel sentiero in salita da quel terreno in piano su cui ti trovi. Non sei troppo a tuo agio, ma è abbastanza confortevole.

Ti chiedi:

“Ma chi me lo fa fare di raggiungere la cima, in fondo qui sto abbastanza comoda”.

Oppure puoi guardare in alto, sognare e poi decidere che non è più abbastanza.

Devi solo fare una scelta.

Puoi motivarti, puoi raccontarti storie sulla tua passione, puoi crederci forteforteforte. (Scusa, non voglio fare la distruttrice di sogni, ma questo non ti basterà).

Puoi continuare a stressarti con la paura di non farcela, di perderti, di scegliere il sentiero sbagliato, di non avere abbastanza tempo per proseguire.

Oppure puoi trasformare l’ideale in obiettivo

affrontarlo con la giusta organizzazione e raggiungerlo.

che è quello che io chiamo

Lo Zen e l’arte di raggiungere i tuoi obiettivi

Devi solo fare una scelta.

Quanto è importante quella cima per te?

Questo te lo devi chiedere, altrimenti, non provarci nemmeno.

È a quella cima che devi pensare, quando stai lì sotto, perché sarà quella cima a farti dimenticare tutto il sudore della fronte, le gambe che tremano per lo sforzo, il fiato corto, la vista annebbiata.

È a quella cima che devi pensare quando devi fare la tua scelta.

Hai fatto la tua scelta?

La vuoi raggiungere quella vetta?

Lo vuoi raggiungere quell’obiettivo?

Può uno scalatore salire in cima all’Everest solo credendoci? Improvvisando? Sulla fiducia?

Beh.. non sono nessuno io per dire che non si possa fare anche così, e se è questo quello che vuoi, allora va bene.

Io sono per la libertà, sempre.

Ognuno deve essere libero di raggiungere gli obiettivi come meglio crede.

Io posso aiutarti a salire in cima all’Everest ben equipaggiata, con gli indumenti giusti, la preparazione adeguata.

Anch’io ho le mie montagne da scalare, come tutti, e ho studiato e fatto pratica e aiutato donne come te a scalare le loro montagne trovando il tempo di fissare una data e trovando il tempo di fare le azioni necessarie per rispettare quella data.

Studiando il problem solving strategico e metodi di time management ho applicato molte volte quella che si conosce con il nome di “tecnica dello scalatore”.

Si ispira proprio al metodo che usano gli scalatori per prepararsi al giusto percorso da seguire. Partono dalla cima e percorrono idealmente il percorso a ritroso fino al punto di partenza fissando tappe intermedie.

Come raggiungere i tuoi obiettivi con la tecnica dello scalatore?

  • Quando non sai da dove partire e come proseguire, parti dalla cima. Come la cima di una montagna tu hai la tua idea, il tuo progetto.
  • A questa idea metti una data. Non essere vaga, devi essere precisa.
  • Ora parti da quella data e segna i passi a ritroso fino ad arrivare alla base e fissa delle date intermedie a cui corrispondono azioni precise.

In questo modo elimini la paura di vedere tutto insieme quello che devi fare e ti concentrerai solo sul primo passo che è quello appena successivo a dove ti trovi oggi, in questo momento. Poi passerai solo a quello successivo e poi quello dopo ancora.

A questa e altre tecniche di organizzazione semplice, ma molto efficace, aggiungo le mie ispirazioni e gli insegnamenti appresi dallo studio della filosofia orientale per aiutarti ad applicarla nella tua vita quotidiana.

Quello che noto sempre durante i miei percorsi di consulenza è che ognuno di noi ha in sé le risposte che cerca e le risorse di cui ha bisogno, basta individuarle e farle emergere.

A volte però capita che non sai nemmeno quale vetta raggiungere, cerchi l’approvazione degli altri e ti confronti guardando soltanto ciò che hai fuori di te.

Così facendo rischi di iniziare cammini che non ti appartengono, che non sono allineati con la tua natura, la tua essenza e non sviluppi il tuo potenziale.

Per scalare una montagna mente e corpo devono essere allineate, in equilibrio.

La pratica della meditazione aiuta molto in questo, ma serve poi il passaggio successivo che è dato dalla pratica, dalla concretezza dell’azione.

Non è magia, non sono una specie di guru e non sarò io a portarti direttamente sulla cima per farti raggiungere gli obiettivi.

Io ti fornisco gli strumenti, le strategie, ma la scalata è tua.

Vuoi una guida che ti accompagni nella tua scalata?

Devi solo fare una scelta.

Iscriverti alla mia Newsletter è il primo passo per avermi al tuo fianco verso la vetta.

Clicca QUI.

L’organizzazione rende liberi

Carolina

la Tua zen manager