Il concetto di “vuoto” per gli occidentali ha spesso una connotazione negativa.

Il vuoto è inteso come assenza di qualcosa, mancanza, contrapposto al pieno che invece soddisfa, rassicura, stabilizza.

Sento un vuoto dentro” ad esempio esprime una sensazione di disagio, non certo di appagamento.

Ti affanni così a riempire le tue giornate, la tua agenda, i tuoi spazi e i silenzi, perché questo vuoto ha sempre un suo bisogno di essere colmato. Rincorrendo ogni giorno le cose da fare, le idee e i progetti, rifuggi la noia.

Persino i nostri bambini non sono più abituati alla noia, con le giornate del dopo scuola e le vacanze sempre super organizzate con attività a tutte le ore.

Chi si ferma è perduto” quante volte l’hai sentito dire o hai espresso questo pensiero con un certo orgoglio per una vita frenetica e densa?!

Se non ti fermassi mai, non potresti recuperare le energie, se non dormissi, moriresti.

Pesante vista così eh? Ma forse dovresti rivalutare l’importanza del vuoto nella tua giornata.

Persino io, notoriamente maniaca dell’organizzazione, lascio anche intere giornate completamente vuote, allo sbando, lasciando semplicemente che le cose accadano.

La filosofia e la scienza orientali danno al vuoto un valore diverso concependo tutto l’universo come un perfetto bilanciamento di polarità: yin e yang.

Secondo questo pensiero, in natura (tu compresa!), maschile e femminile, bianco e nero, caldo e freddo, giorno e notte, pieno e vuoto sono complementari tra loro in equilibrio dinamico e continua trasformazione. Tra yin e yang non c’è opposizione e contrasto, ma sono l’uno la continuazione dell’altro in perfetta armonia.

Il concetto di armonia era presente anche nell’antica filosofia occidentale greca, per esempio citando Eraclito:

“Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto” .

Ma, al di là di tutte le disquisizioni filosofiche che possiamo fare, il mio intento è sempre molto pratico e concreto (anche in questa dicotomia tra teoria e pratica c’è equilibrio, no?) e arrivo al dunque.

Quando manca l’equilibrio

Avere una giornata in cui non fai che correre difficilmente ti farà sentire in equilibrio e ti darà una sensazione di benessere, quiete e serenità. È molto probabile che anche tu senta ogni tanto l’esigenza di tirare un po’ il fiato.

Vivere in equilibrio non significa infatti fermarsi del tutto e smettere di correre, perché a volte anche correre può essere molto piacevole, dare un bel colpo di reni per saltare in alto o prendere una bella rincorsa per saltare più lontano.

Diciamo insomma che da queste divertentissime montagne russe ogni tanto fa anche piacere scendere!

Vivere in equilibrio è trovare una tua stabile centratura. Tutto questo correre e affannarsi infatti non fa che portati verso l’esterno, proiettandoti verso altro e altri che pretendono, chiedono e inevitabilmente ti sbilanciano.

Non fai che desiderare un distributore di giornate da 48 ore, ma ti assicuro che se anche un giorno dovessi davvero trovare questo fornitore di ore extra non avresti risolto nulla e continuerebbero a non essere sufficienti.

Stai perdendo di vista la tua serenità e calma interiore perché hai perso il tuo centro, il tuo equilibrio.

Vivere in equilibrio è raggiungere uno stato di quiete in cui c’è un perfetto bilanciamento tra tutti gli opposti che ti rendono la persona unica che sei.

Bilanciare il pieno e il vuoto

Senza equilibrio arriverai a un certo punto (se non ci sei già in questo momento) a sentirti stressata, isterica, irrequieta con possibili pessimi risvolti anche sul tuo stato di salute.

Quando ti lasci sopraffare dal tuo lato produttivo, lavorativo, concentrando in esso tutte le tue energie e il tuo tempo è facile che il lato più intimo, affettivo e familiare ne risenta.

Quando senti che le tue energie sono completamente assorbite da una parte devi controbilanciare dall’altra parte per ristabilire l’equilibrio.

Quando sei troppo proiettata verso gli altri e ciò che è fuori da te, devi controbilanciare ritrovando te stessa.

Quando dai troppo spazio all’azione, ne risente il risposo. E viceversa.

Ecco perché è importante che nella tua giornata ci sia sempre equilibrio tra pieno e vuoto.

Il pieno lo so già che c’è, ora vediamo perchè, quando scrivi il tuo planning è importante lasciare spazi non riempiti.

3 buoni motivi per non riempire tutti gli spazi

1. Imprevisti

Più o meno spesso, capitano eventi più o meno critici che ci mettono in difficoltà.

Evitarli è impossibile, quindi è bene mettersi il cuore in pace, ma se vuoi evitare di impazzire completamente e andare in crisi ogni volta che i tuoi piani vengono scombussolati, quello su cui hai potere è il tuo metodo di programmazione.

Più le tue giornate saranno fitte di impegni più sarà difficile arrivare alla fine con dei buoni risultati e senza stress.

Una buona pianificazione è quella che ti permette di avere dei momenti non pianificati per ogni giornata, settimana e mese e non è mai definitiva.

Ci saranno giorni in cui sarà più difficile avere dei “buchi” e allora dovrai compensare con altri giorni più “leggeri”.

Un po’ come andare in bicicletta. Sono infatti il movimento e i micro aggiustamenti di direzione che ti permettono di non cadere.

Trovare il tuo equilibrio è l’arte di alternare il pieno e il vuoto, l’azione e il riposo, il fare e l’aspettare in un continuo aggiustamento consapevole.

E a proposito di arte, gli imprevisti possono dar vita a risultati che non ti aspetti. Se vuoi imparare a gestire gli imprevisti ispirandoti all’arte kintsugi te ne ho parlato QUI

2.Creatitivà

Ogni volta che hai del tempo libero tendi a riempirlo con qualcosa, spesso attraverso il telefonino sempre a portata di mano, ma in generale non lasci mai che la noia prenda il sopravvento.

Questo è un vero peccato perché dal non fare possono nascere idee, ispirazioni e il cervello si rilassa senza essere per forza concentrato in qualcosa.

È la proiezione verso l’altro e gli altri di cui ti parlavo prima che ti fa pendere verso l’esterno e sbilanciarti.

Il vuoto ti permette di riappropriarti di te stessa, di ritrovarti. Smetti di essere schiava della produttività ad ogni costo.

Meditazione e mindfluness possono aiutarti in questo, come ti ho raccontato QUI. Lo sapevi che meditare è proprio la capacità di entrare in uno stato di vuoto mentale? È difficilissimo soprattutto per noi occidentali e per riuscirci serve molta pratica.

3.Priorità

Siccome le ore di ogni giornata sono in numero limitato, abituarti a lasciare sempre un po’ di spazio vuoto ti porta inevitabilmente a dover fare delle scelte.

Ed è proprio quando ti ritrovi a dover scegliere che le tue priorità affiorano sulla superficie e diventano chiare e limpide.

Per creare il vuoto devi semplificare, togliere, selezionare, scegliere e nella tua mente si fa chiaro mano mano quali sono quelle attività alle quali non vuoi assolutamente rinunciare e quali invece iniziano a prendere un posto marginale.

Ovviamente devi partire dal tempo per te stessa. Non sei forse tu la persona più importante della tua vita? Come può esserci equilibrio se tu non hai il giusto peso rispetto a tutto il resto del mondo? Se così non fosse hai spostato il tuo baricentro e potresti cadere.

Per fare spazio nel tuo tempo e nei tuoi spazi e ritrovare le priorità che ti fanno stare bene e in equilibrio serve fare un po’ di decluttering, se non sai da dove iniziare parti da QUI.

 

Ora che hai capito l’importanza del vuoto nella tua organizzazione probabilmente non sai da dove cominciare.

So che non è semplice, perché non è qualcosa a cui sei abituata e probabilmente sei lì a chiederti come fare a creare momenti di vuoto con tutte le cose che hai da fare e cui ti senti anche sempre costantemente indietro.

Esattamente come per imparare ad andare in bicicletta, ci vuole tempo, allenamento, pazienza e costanza.

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L’organizzazione rende liberi

Carolina

la Tua zen manager